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Esercizi
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Meditazione e contemplazione
negli “Esercizi spirituali” di s. Ignazio
di Loyola
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Altre pagine
Il movimento
della Parola
Come
mi
è andata
(esame della
preghiera)
Tre modi
di pregare
S. IGNAZIO
DI LOYOLA,
Esercizi
spirituali.

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Mi preparo. 1
Vado in
profondità. 1
Mi
sintonizzo con. 1
Vivo il
silenzio. 2
Ascolto e rispondo. 2
Come mi è
andata. 3
Vivo la
parola 3
MI PREPARO
Scelgo un orario del giorno
e la durata del tempo di preghiera
[13] … come nel tempo della
consolazione è facile e lieve stare nella contemplazione l’ora intera, così
nel tempo della desolazione è molto difficile compierla. Pertanto, la persona
che si esercita, per agire contro la desolazione e vincere le tentazioni,
deve sempre stare qualche cosa più della ora
completa; perché non solo si avvezzi a resistere all’avversario, ma anche a
sconfiggerlo.
Mi riposo
[239] … prima di entrare nella
preghiera riposi un poco lo spirito, sedendosi o passeggiandosi, come meglio
le parrà.
Inizio
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Ricordo l’esercizio che devo fare o scelgo
quello che voglio fare
[131] … ricordandomi che è ora
dell’e-sercizio che devo fare, prima che mi muova, mettendo davanti a me dove
vado e alla presenza di chi, riassumendo un poco l’e-sercizio che devo fare.
[73] … una volta coricato … per
lo spazio di un'Ave Maria pensare all’ora nella quale devo alzarmi, e a quale
scopo, riassumendo l'esercizio che devo fare.
[74] … quando mi sveglierò, senza far posto a qualche pensiero né
ad altri, rivolgere l’attenzione subito a ciò che vado a contemplare.
Scelgo un posto
[75] … un passo o due vicino il
luogo dove devo contemplare o meditare, mi metterò in piedi, per lo spazio di
un Padre nostro, alzato l’intelletto in alto, considerando come Dio nostro
Signore mi guarda, ecc.; e fare una riverenza o inchino.
Scelgo una posizione
[76] … entrare nella
contemplazione, a volte in ginocchio, a volte prostrato in terra, a volte
supino con il volto in alto, a volte seduto, a volte in piedi; andando sempre
a cercare ciò che voglio. In due cose faremo attenzione: la prima è, che se
trovo ciò che voglio in ginocchio, non mi muoverò oltre; e se prostrato, lo
stesso, ecc; la seconda, nel punto nel quale troverò ciò che voglio, lì mi
riposerò, senza aver ansia di andare avanti finché mi soddisfi.
Mi raccolgo, mi concentro
[252] … la persona, in ginocchio
o se-duto, secondo la maggior disposizione nella quale si trova e più
devozione l’accompa-gna, tenendo gli occhi chiusi o fissati in un luogo,
senza andare con essi variando…
Distendo tutti i
muscoli del mio corpo mettendo a fuoco le sensazioni e regolarizzo con calma
il respiro… osservo, chiamo per nome e lascio passare le emozioni negative…
prendo coscienza del flusso dei miei pensieri dai quali lentamente mi
allontano, passivamente mi apro a tutti i suoni possibili attorno a me.
Inizio
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Mi
sintonizzo con:
la preghiera preparatoria e i tre preamboli
Oriento tutto me stesso verso Dio
[46] La preghiera preparatoria è chiedere
grazia a Dio nostro Signore, affinché tutte le mie intenzioni, azioni e
attività siano puramente ordinate in servizio e lode di sua divina maestà.
Immagino il luogo o una condizione
[47] Il primo preambolo è
composizione vedendo il luogo. Qui è da notare che nella contemplazione o
meditazione visibile, come contemplare Cristo nostro Signore, il quale è visibile, la composizione sarà vedere con la
vista dell'immaginazione il luogo corporeo dove si trova la cosa che voglio
contemplare… come un tempio o monte, dove si trova Gesù Cristo o nostra
Signora... Nella invisibile, come è qui dei peccati, la composizione sarà vedere
con la vista immaginativa e considerare la mia anima essere incarcerata.
Chiedo ciò che voglio e desidero
[48] Il secondo è domandare a Dio
nostro Signore ciò che voglio e desidero. La domanda deve essere secondo la
materia trattata; per esempio, se la contemplazione è di risurrezione,
domandare gioia con Cristo gioioso; se è di passione, domandare pena, lacrime
e tormento con Cristo tormentato.
[49] Nota. Prima di tutte le
contemplazioni o meditazioni si devono fare sempre la preghiera preparatoria
senza cambiarla, e i due preludi già detti, variandoli, alcune volte mutandoli,
secondo l'argomento.
Ricordo la storia
Leggo il testo
biblico oppure ricordo un episodio della mia vita, riassumendone i punti essenziali.
Nota. Nella
contemplazione questo terzo preambolo precede gli altri due.
Inizio
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Medito o
contemplo un brano biblico, un mistero della vita di Cristo, un episodio
della mia vita, ecc. utilizzando la memoria, l’intelletto, la volontà l’immaginazione.
Nella meditazione
[50] Il primo punto sarà portare la memoria
sopra … e dopo, riflettere più in particolare con l’intelletto, e di
conseguenza movendo più gli affetti con la volontà.
Nella contemplazione
[114] Il primo punto è vedere le persone …
come se
presente mi trovassi, con tutto il rispetto e la riverenza possibile; e dopo riflettere
in me stesso per ricavare qualche frutto.
[115] Il secondo: guardare, fissare l’attenzione
e contemplare quello che dicono; e riflettendo in me stesso, ricavare qualche
frutto.
[116] Il terzo: guardare e considerare quello
che fanno, come il camminare e lavorare… dopo, riflettendo, ricavare qualche
frutto spirituale.
Inizio
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Chiedo una grazia a Maria, Gesù e il Padre
[54] Il colloquio si fa propriamente parlando,
come un amico parla a un altro, o un servo al suo signore: ora chiedendo
qualche grazia, ora incolpandosi per qualche malefatta, ora comunicando le
proprie cose, e desiderando consiglio in esse; dire un Padre nostro.
[63] Il primo colloquio a nostra Signora, perché
mi ottenga grazia da suo Figlio e Signore… e con questo un'Ave Maria. Il
secondo, altrettanto al Figlio, perché mi ottenga dal Padre e con questo
l’«Anima di Cristo». Il terzo, altrettanto al Padre, perché lo stesso Signore
eterno me lo conceda, e con questo un Padre nostro.
ANIMA DI CRISTO
Anima di Cristo, santificami
Corpo di Cristo, salvami
Sangue di Cristo, inebriami
Acqua del costato di Cristo, lavami
Passione di Cristo, confortami
O buon Gesù, esaudiscimi
Dentro le tue ferite nascondimi
Non permettere che io mi separi da te
Dal nemico maligno, difendimi
Nell’ora della mia morte, chiamami
E comandami di venire da te
Per lodarti con i tuoi santi
Per i secoli dei secoli.
Amen.
Inizio
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ComE MI è andata:
l’esame della preghiera
Mi rendo consapevole del lavoro di Dio in me
[77] … terminato l’esercizio, per lo spazio di un
quarto d’ora, sia seduto, sia passeggiando, esaminerò come mi è andata nella
contemplazione o meditazione; e se male, esaminerò la causa da cui procede e,
così esaminata, pentirmi, per correggermi in seguito; e se bene, dando grazia
a Dio nostro Signore; e farò un’altra volta allo stesso modo.
Approfondimento: Come mi è andata
Inizio
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Dono gratuitamente ciò che ho ricevuto
gratuitamente, perché possiedo realmente solo ciò che comunico
Il colloquio personale
[17] … Giova molto che chi dà gli esercizi, non
volendo chiedere né sapere i propri pensieri né peccati di chi li riceve,
essere informato fedelmente delle varie agitazioni e pensieri che i vari
spiriti gli causano; perché secondo il maggiore o minore aiuto, gli può dare
alcuni spirituali esercizi convenienti e conformi alla necessità di
quell’anima così agitata.
La comunione d’anima in gruppo
[40] Non dire parola oziosa; la quale intendo,
quando non aiuta né me né l’altro, né a questa intenzione si ordina. Di modo
che nel parlare di tutto ciò che è di aiuto, o ha intenzione di aiutare
l’anima propria o altrui, al corpo o ai beni temporali, mai è ozioso.
[351] … Quando la tal anima buona vuole parlare od
operare qualche cosa dentro della Chiesa, dentro dell’intelligenza dei nostri
superiori, che sia in gloria di Dio nostro Signore, e le viene un pensiero o
tentazione da fuori affinché né parli né operi quella cosa, traendole ragioni
apparenti di vana gloria o di altra cosa, ecc. allora deve alzare
l’intendimento al suo Creatore e Signore; e se vede che è il suo debito
servizio, o almeno non contro, deve fare in modo diametralmente contrario
alla tale tentazione, iuxta Bernardum
eidem respondentem:
"Nec propter te incepi,
nec propter te finiam" (secondo la risposta di Bernardo: "Non
ho incominciato per te, né per te finirò").
Inizio
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