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by Paolo Monaco sj

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Esercizi

Meditazione e contemplazione

negli “Esercizi spirituali” di s. Ignazio di Loyola

 

 

 

ALTRE PAGINE

 

Il movimento
della Parola

 

Come mi
è andata
(esame della
preghiera)

 

Tre modi
di pregare

 

 

 

 

S. Ignazio
di Loyola,
Esercizi
spirituali

 

 

 

 

 

Mi preparo. 1

 

Vado in profondità. 1

 

Mi sintonizzo con. 1

 

Vivo il silenzio. 2

 

Ascolto e rispondo. 2

 

Come mi è andata. 3

 

Vivo la parola  3

 

 

 

 

 

MI PREPARO

 

Scelgo un orario del giorno e la durata del tempo di preghiera

 

[13] … come nel tempo della consolazione è facile e lieve stare nella contemplazione l’ora intera, così nel tempo della desolazione è molto difficile compierla. Pertanto, la persona che si esercita, per agire contro la desolazione e vincere le tentazioni, deve sempre stare qualche cosa più della ora completa; perché non solo si avvezzi a resistere all’avversario, ma anche a sconfiggerlo.

 

Mi riposo

 

[239] … prima di entrare nella preghiera riposi un poco lo spirito, sedendosi o passeggiandosi, come meglio le parrà.

 

 

 

VADO IN PROFONDITà:
come iniziare
la preghiera

 

Ricordo l’esercizio che devo fare o scelgo quello che voglio fare

 

[131] … ricordandomi che è ora dell’e-sercizio che devo fare, prima che mi muova, mettendo davanti a me dove vado e alla presenza di chi, riassumendo un poco l’e-sercizio che devo fare.

 

[73] … una volta coricato … per lo spazio di un'Ave Maria pensare all’ora nella quale devo alzarmi, e a quale scopo, riassumendo l'esercizio che devo fare.

 

[74] … quando mi sveglierò, senza far posto a qualche pensiero né ad altri, rivolgere l’attenzione subito a ciò che vado a contemplare.

 

Scelgo un posto

 

[75] … un passo o due vicino il luogo dove devo contemplare o meditare, mi metterò in piedi, per lo spazio di un Padre nostro, alzato l’intelletto in alto, considerando come Dio nostro Signore mi guarda, ecc.; e fare una riverenza o inchino.

 

Scelgo una posizione

 

[76] … entrare nella contemplazione, a volte in ginocchio, a volte prostrato in terra, a volte supino con il volto in alto, a volte seduto, a volte in piedi; andando sempre a cercare ciò che voglio. In due cose faremo attenzione: la prima è, che se trovo ciò che voglio in ginocchio, non mi muoverò oltre; e se prostrato, lo stesso, ecc; la seconda, nel punto nel quale troverò ciò che voglio, lì mi riposerò, senza aver ansia di andare avanti finché mi soddisfi.

 

Mi raccolgo, mi concentro

 

[252] … la persona, in ginocchio o se-duto, secondo la maggior disposizione nella quale si trova e più devozione l’accompa-gna, tenendo gli occhi chiusi o fissati in un luogo, senza andare con essi variando…

 

Distendo tutti i muscoli del mio corpo mettendo a fuoco le sensazioni e regolarizzo con calma il respiro… osservo, chiamo per nome e lascio passare le emozioni negative… prendo coscienza del flusso dei miei pensieri dai quali lentamente mi allontano, passivamente mi apro a tutti i suoni possibili attorno a me.

 

 

 

Mi sintonizzo con:
la preghiera preparatoria e i tre preamboli

 

Oriento tutto me stesso verso Dio

 

[46] La preghiera preparatoria è chiedere grazia a Dio nostro Signore, affinché tutte le mie intenzioni, azioni e attività siano puramente ordinate in servizio e lode di sua divina maestà.

 

Immagino il luogo o una condizione

 

[47] Il primo preambolo è composizione vedendo il luogo. Qui è da notare che nella contemplazione o meditazione visibile, come contemplare Cristo nostro Signore, il quale è visibile, la composizione sarà vedere con la vista dell'immaginazione il luogo corporeo dove si trova la cosa che voglio contemplare… come un tempio o monte, dove si trova Gesù Cristo o nostra Signora... Nella invisibile, come è qui dei peccati, la composizione sarà vedere con la vista immaginativa e considerare la mia anima essere incarcerata.

 

Chiedo ciò che voglio e desidero

 

[48] Il secondo è domandare a Dio nostro Signore ciò che voglio e desidero. La domanda deve essere secondo la materia trattata; per esempio, se la contemplazione è di risurrezione, domandare gioia con Cristo gioioso; se è di passione, domandare pena, lacrime e tormento con Cristo tormentato.

 

[49] Nota. Prima di tutte le contemplazioni o meditazioni si devono fare sempre la preghiera preparatoria senza cambiarla, e i due preludi già detti, variandoli, alcune volte mutandoli, secondo l'argomento.

 

Ricordo la storia

 

Leggo il testo biblico oppure ricordo un episodio della mia vita, riassumendone i punti essenziali.

 

Nota. Nella contemplazione questo terzo preambolo precede gli altri due.

 

 

 

Vivo il silenzio:
i punti dell’esercizio

 

Medito o contemplo un brano biblico, un mistero della vita di Cristo, un episodio della mia vita, ecc. utilizzando la memoria, l’intelletto, la volontà l’immaginazione.

 

Nella meditazione

 

[50] Il primo punto sarà portare la memoria sopra e dopo, riflettere più in particolare con l’intelletto, e di conseguenza movendo più gli affetti con la volontà.

 

Nella contemplazione

 

[114] Il primo punto è vedere le persone come se presente mi trovassi, con tutto il rispetto e la riverenza possibile; e dopo riflettere in me stesso per ricavare qualche frutto.

 

[115] Il secondo: guardare, fissare l’attenzione e contemplare quello che dicono; e riflettendo in me stesso, ricavare qualche frutto.

 

[116] Il terzo: guardare e considerare quello che fanno, come il camminare e lavorare… dopo, riflettendo, ricavare qualche frutto spirituale.

 

 

 

ASCOLTO E RISPONDO:
il colloquio

 

Chiedo una grazia a Maria, Gesù e il Padre

 

[54] Il colloquio si fa propriamente parlando, come un amico parla a un altro, o un servo al suo signore: ora chiedendo qualche grazia, ora incolpandosi per qualche malefatta, ora comunicando le proprie cose, e desiderando consiglio in esse; dire un Padre nostro.

 


[63] Il primo colloquio a nostra Signora, perché mi ottenga grazia da suo Figlio e Signore… e con questo un'Ave Maria. Il secondo, altrettanto al Figlio, perché mi ottenga dal Padre e con questo l’«Anima di Cristo». Il terzo, altrettanto al Padre, perché lo stesso Signore eterno me lo conceda, e con questo un Padre nostro.

 

ANIMA DI CRISTO

Anima di Cristo, santificami

Corpo di Cristo, salvami

Sangue di Cristo, inebriami

Acqua del costato di Cristo, lavami

Passione di Cristo, confortami

O buon Gesù, esaudiscimi

Dentro le tue ferite nascondimi

Non permettere che io mi separi da te

Dal nemico maligno, difendimi

Nell’ora della mia morte, chiamami

E comandami di venire da te

Per lodarti con i tuoi santi

Per i secoli dei secoli.

Amen.

 

 

 

ComE MI è andata:
l’esame della preghiera

 

Mi rendo consapevole del lavoro di Dio in me

 

[77] terminato l’esercizio, per lo spazio di un quarto d’ora, sia seduto, sia passeggiando, esaminerò come mi è andata nella contemplazione o meditazione; e se male, esaminerò la causa da cui procede e, così esaminata, pentirmi, per correggermi in seguito; e se bene, dando grazia a Dio nostro Signore; e farò un’altra volta allo stesso modo.

 

Approfondimento: Come mi è andata

 

 

 

vivo la parola:
il colloquio personale e la comunione d’anima in gruppo

 

Dono gratuitamente ciò che ho ricevuto gratuitamente, perché possiedo realmente solo ciò che comunico

 

Il colloquio personale

 

[17] Giova molto che chi dà gli esercizi, non volendo chiedere né sapere i propri pensieri né peccati di chi li riceve, essere informato fedelmente delle varie agitazioni e pensieri che i vari spiriti gli causano; perché secondo il maggiore o minore aiuto, gli può dare alcuni spirituali esercizi convenienti e conformi alla necessità di quell’anima così agitata.

 

La comunione d’anima in gruppo

 

[40] Non dire parola oziosa; la quale intendo, quando non aiuta né me né l’altro, né a questa intenzione si ordina. Di modo che nel parlare di tutto ciò che è di aiuto, o ha intenzione di aiutare l’anima propria o altrui, al corpo o ai beni temporali, mai è ozioso.

 

[351] Quando la tal anima buona vuole parlare od operare qualche cosa dentro della Chiesa, dentro dell’intelligenza dei nostri superiori, che sia in gloria di Dio nostro Signore, e le viene un pensiero o tentazione da fuori affinché né parli né operi quella cosa, traendole ragioni apparenti di vana gloria o di altra cosa, ecc. allora deve alzare l’intendimento al suo Creatore e Signore; e se vede che è il suo debito servizio, o almeno non contro, deve fare in modo diametralmente contrario alla tale tentazione, iuxta Bernardum eidem respondentem: "Nec propter te incepi, nec propter te finiam" (secondo la risposta di Bernardo: "Non ho incominciato per te, né per te finirò").

 

 

Inizio