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by Paolo Monaco sj

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Esperienze

Il regno di Dio è in mezzo a voi (Lc 17,21)

Vita e spiritualità di comunione nel Vangelo di Luca, II

 

 

 

Introduzione

 

Primo

 

Secondo
incontro

Martedì 23

 

Terzo

 

Quarto

 

Quinto

 

 

Parrocchia
Madonna
Assunta

Vittoria (RG)
22-26.03.04

 

 

 

 

Altre pagine

 

Chi ama Dio,
ami anche
il fratello!

 

Tu nel fratello!

 

Ora siete luce
nel Signore!

 

In compagnia
di Maria

 

Effatà, apriti!

 

In mezzo a loro

 

Il Silenzio
e la Parola.
La Luce

 

Contemplare
Cristo con gli
occhi di Maria

 

Trovare Dio
nel presente
della vita

 

Tutti uno in
Cristo Gesù

 

 

AMARE

 

Vangelo di Luca 1

 

Novo millennio ineunte
di Giovanni Paolo II
2

 

Esercizi spirituali
di s. Ignazio di Loyola:

Secondo modo di pregare
2

 

 

 

 

 

 

 

 

Vangelo di Luca

 

6,17-38 Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C'era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone, che erano venuti per ascoltarlo ed esser guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti immondi, venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che sanava tutti. Alzati gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva: «Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che ora piangete, perché riderete. Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell'uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti. Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione. Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete. Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti.

 

Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Da' a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo; perché egli è benevolo verso gl'ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio».

 

9,46-48 Frattanto sorse una discussione tra loro, chi di essi fosse il più grande. Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un fanciullo, se lo mise vicino e disse: «Chi accoglie questo fanciullo nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Poiché chi è il più piccolo tra tutti voi, questi è grande».

 

10,25-37 «E chi è il mio prossimo?»… «Va’ e anche tu fa’ lo stesso».

 

 

 

«Novo millennio ineunte» di Giovanni Paolo II

 

30. Ma il dono [dell’unità e della santità della Chiesa] si traduce a sua volta in un compito, che deve governare l'intera esistenza cristiana: «Questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione» (1 Ts 4,3). È un impegno che non riguarda solo alcuni cristiani: «Tutti i fedeli di qualsiasi stato o grado sono chiamati alla pienezza della vita cristiana e alla perfezione della carità».

 

43. Spiritualità della comunione significa innanzitutto sguardo del cuore portato sul mistero della Trinità che abita in noi, e la cui luce va colta anche sul volto dei fratelli che ci stanno accanto. Spiritualità della comunione significa inoltre capacità di sentire il fratello di fede nell'unità profonda del Corpo mistico, dunque, come «uno che mi appartiene», per saper condividere le sue gioie e le sue sofferenze, per intuire i suoi desideri e prendersi cura dei suoi bisogni, per offrirgli una vera e profonda amicizia. Spiritualità della comunione è pure capacità di vedere innanzitutto ciò che di positivo c'è nell'altro, per accoglierlo e valorizzarlo come dono di Dio: un «dono per me», oltre che per il fratello che lo ha direttamente ricevuto.

 

49. Dalla comunione intra-ecclesiale, la carità si apre per sua natura al servizio universale, proiettandoci nell'impegno di un amore operoso e concreto verso ogni essere umano… nessuno può essere escluso dal nostro amore, dal momento che «con l'incarnazione il Figlio di Dio si è unito in certo modo a ogni uomo»… Se siamo ripartiti davvero dalla contemplazione di Cristo, dovremo saperlo scorgere soprattutto nel volto di coloro con i quali egli stesso ha voluto identificarsi: «Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare…» (Mt 25,35-36)… stando alle inequivocabili parole del Vangelo, nella persona dei poveri c'è una sua presenza speciale, che impone alla Chiesa un'opzione preferenziale per loro.

 

50. È l'ora di una nuova «fantasia della carità», che si dispieghi non tanto e non solo nell'efficacia dei soccorsi prestati, ma nella capacità di farsi vicini, solidali con chi soffre, così che il gesto di aiuto sia sentito non come obolo umiliante, ma come fraterna condivisione.

 

 

 

Esercizi Spirituali di s. Ignazio di Loyola: Secondo modo di pregare

Per conoscere la verità del mio amore per Dio e per i/le fratelli/sorelle

 

Prima della preghiera: riposo un poco lo spirito, sedendo o passeggiando, ecc., considerando dove vado e a quale scopo (perché?)

 

Mi metto in relazione con la Persona che voglio pregare (il Padre, Gesù, lo Spirito Santo, Maria), chiedendo la grazia di gustare interiormente la sua presenza d’amore.

 

Poi, seduto o in un’altra posizione che mi aiuta di più

 

1. tengo gli occhi chiusi o fissi in un luogo (spazio, punto) senza andare con essi girando,

 

2. dico “Padre” e rimarrò nella considerazione di questa parola tanto tempo quanto troverò significati, paragoni, gusto e consolazione;

 

3. e farò così in ciascuna parola del Padre nostro o di un’altra preghiera (o brano biblico) che voglio pregare in questo modo.

 

Infine, in poche parole, mi converto alla Persona che ho pregato, chiedendo le virtù o le grazie delle quali sento maggiore necessità, per esempio, di amare il mio prossimo vedendo in lui Gesù.

 

Inizio