Raggi

by Paolo Monaco sj

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Esperienze

Il regno di Dio è in mezzo a voi (Lc 17,21)

Vita e spiritualità di comunione nel Vangelo di Luca, III

 

 

 

Introduzione

 

Primo

 

Secondo

 

Terzo
incontro

Mercoledì 24

 

Quarto

 

Quinto

 

 

Parrocchia
Madonna
Assunta

Vittoria (RG)
22-26.03.04

 

 

 

 

Altre pagine

 

Chi ama Dio,
ami anche
il fratello!

 

Tu nel fratello!

 

Ora siete luce
nel Signore!

 

In compagnia
di Maria

 

Effatà, apriti!

 

In mezzo a loro

 

Il Silenzio
e la Parola.
La Luce

 

Contemplare
Cristo con gli
occhi di Maria

 

Trovare Dio
nel presente
della vita

 

Tutti uno in
Cristo Gesù

 

 

Amore RECIPROCO

 

Vangelo di Luca 1

 

Novo millennio ineunte
di Giovanni Paolo II
2

 

Esercizi spirituali
di s. Ignazio di Loyola:

Terzo modo di pregare
2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vangelo di Luca

 

17,20-21 Interrogato dai farisei: «Quando verrà il regno di Dio?», rispose: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l'attenzione, e nessuno dirà: Eccolo qui, o: eccolo là. Perché il regno di Dio è in mezzo a voi!».

 

19,1-10 Entrato in Gerico, attraversava la città. Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È andato ad alloggiare da un peccatore!». Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch'egli è figlio di Abramo; il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

 

22,24-30 Sorse anche una discussione, chi di loro poteva esser considerato il più grande. Egli disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno il potere su di esse si fanno chiamare benefattori. Per voi però non sia così; ma chi è il più grande tra voi diventi come il più piccolo e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve. Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove; e io preparo per voi un regno, come il Padre l'ha preparato per me, perché possiate mangiare e bere alla mia mensa nel mio regno e siederete in trono a giudicare le dodici tribù di Israele.

 

 

 

«Novo millennio ineunte» di Giovanni Paolo II

 

29. «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20). Questa certezza, carissimi Fratelli e Sorelle, ha accompagnato la Chiesa per due millenni, ed è stata ora ravvivata nei nostri cuori dalla celebrazione del Giubileo. Da essa dobbiamo attingere un rinnovato slancio nella vita cristiana, facendone anzi la forza ispiratrice del nostro cammino. È nella consapevolezza di questa presenza tra noi del Risorto che ci poniamo oggi la domanda rivolta a Pietro a Gerusalemme, subito dopo il suo discorso di Pentecoste: «Che cosa dobbiamo fare?» (At 2,37)… Non ci seduce certo la prospettiva ingenua che, di fronte alle grandi sfide del nostro tempo, possa esserci una formula magica. No, non una formula ci salverà, ma una Persona, e la certezza che essa ci infonde: Io sono con voi! Non si tratta, allora, di inventare un «nuovo programma». Il programma c'è già: è quello di sempre, raccolto dal Vangelo e dalla viva Tradizione. Esso si incentra, in ultima analisi, in Cristo stesso, da conoscere, amare, imitare, per vivere in lui la vita trinitaria, e trasformare con lui la storia fino al suo compimento nella Gerusalemme celeste.

 

42. «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri» (Gv 13,35). Se abbiamo veramente contemplato il volto di Cristo, carissimi Fratelli e Sorelle, la nostra programmazione pastorale non potrà non ispirarsi al «comandamento nuovo» che egli ci ha dato: «Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri» (Gv 13,34)… Le parole del Signore, a questo proposito, sono troppo precise per poterne ridurre la portata. Tante cose, anche nel nuovo secolo, saranno necessarie per il cammino storico della Chiesa; ma se mancherà la carità (agape), tutto sarà inutile. È lo stesso apostolo Paolo a ricordarcelo nell'inno alla carità: se anche parlassimo le lingue degli uomini e degli angeli, e avessimo una fede «da trasportare le montagne», ma poi mancassimo della carità, tutto sarebbe «nulla» (cfr 1 Cor 13,2). La carità è davvero il «cuore» della Chiesa.

 

43. Spiritualità della comunione è infine saper «fare spazio» al fratello, portando «i pesi gli uni degli altri» (Gal 6,2) e respingendo le tentazioni egoistiche che continuamente ci insidiano e generano competizione, carrierismo, diffidenza, gelosie.

 

 

 

Esercizi spirituali di s. Ignazio di Loyola: Terzo modo di pregare

Per camminare al ritmo di Dio e del fratello.

 

Prima della preghiera: riposo un poco lo spirito, sedendo o passeggiando, ecc., considerando dove vado e a quale scopo (perché?)

 

Mi metto in relazione con la Persona che voglio pregare (il Padre, Gesù, lo Spirito Santo, Maria), chiedendo la grazia di gustare interiormente la sua presenza d’amore.

 

Faccio dei respiri più lunghi e profondi. Dedico a questo esercizio tutto il tempo che mi è necessario per essere più tranquillo e raccolto possibile. Poi

 

1. tra un anelito e l’altro (oppure tra un respiro e l’altro) dico una sola parola del Padre nostro (o di un’altra preghiera);

 

2. nel tempo che passa da un anelito all’altro, osservo principalmente il significato di tale parola, o la persona che prego, o la bassezza di se stesso, o la differenza da tanta altezza a tanta bassezza mia;

 

3. allo stesso modo procederò nelle altre parole del Padre nostro (o della preghiera che ho scelto).

 

Nota bene.

 

Se ho passato il tempo della preghiera solo su una parte del Padre nostro (o della preghiera da me scelta), concluderò recitandone il resto nel modo che mi è abituale.

 

Se invece avrò pregato tutto il Padre nostro (o la preghiera da me scelta), concluderò recitando un’altra preghiera.

 

Inizio