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by Paolo Monaco sj

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Titolo e Presupposto [21-22]

 

 

 

 

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Testo Esercizi 1

 

Presentazione

 

Testi biblici 1

 

Altri testi

 

 

 

 

 

testo esercizi

 

TITOLO

 

[21] Esercizi spirituali per vincere se stesso e ordinare la propria vita
senza prendere decisioni in base ad alcun affetto disordinato

 

[22] PRESUPPOSTO

 

Affinché tanto chi dà gli esercizi come chi li riceve traggano maggior aiuto e vantaggio, bisogna presupporre che ogni buon cristiano dev’e ssere più pronto a salvare una affermazione del prossimo che a condannarla; e se non può salvarla, cerchi di sapere in che senso l’intenda, e se l’intendesse in modo sbagliato, lo corregga con amore; e se non basta, cerchi tutti i mezzi convenienti perché, intendendola rettamente, si salvi.

 

 

 

Presentazione

 

Ordinare la propria vita

 

In noi c’è sempre qualcosa da ordinare: nell’orientamento generale della nostra vita e negli aspetti particolari, come nei nostri rapporti con Dio e gli altri.

 

Scegliere ordinatamente significa scegliere il mezzo che mi conduce al fine, il mezzo che risulta più convenientemente in vista del fine.

 

Che cosa esige?

 

- Rettitudine, per andare direttamente verso Dio e non verso se stessi.

 

- Purezza d’intenzione, perché l’occhio sia orientato su Dio.

 

- Fedeltà, perché è il lavoro di ogni giorno della nostra vita «fino a che nel fuoco dell’amore eterno di Dio nostro Signore sarà con-sumata interamente la nostra malvagità, quando le nostre anime saranno totalmente penetrate e possedute da lui, e le nostre volontà in tutto conformi e trasformate in quella che è rettitudine essenziale e perfetta bontà» (Lettera di Ignazio a Teresa Rejadell).

 

- Disponibilità ad acquisire la mentalità di Cristo e del Vangelo.

 

- Consapevolezza che nel corso della nostra vita non riusciremo ad eliminare tutte le nostre affezioni disordinate: però è importante che le avvertiamo, le riconosciamo, le accettiamo come nostre, ce ne assumiamo la responsabilità e non ci lasciamo guidare da esse.

La nostra libertà si realizza nella misura in cui vinciamo i nostri disordini, superiamo le nostre resistenze, scopriamo la volontà di Dio, che è il suo amore concreto per noi, e la facciamo nostra.

 

Qui sta l’amore vero per Ignazio: fare nostra la volontà di Dio come espressione del nostro amore a Lui: «Chi osserva i miei comandamenti è colui che mi ama» (Gv 7,21); «Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio» (Mt 7,21).

 

 

 

Testi biblici

 

Ef 2,19-22

In lui ogni costruzione cresce ben ordinata
per essere tempio santo nel Signore.

 

Mc 7,14-15

Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e intendete bene:
non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo;
sono invece le cose che escono dall'uomo a contaminarlo».

 

Mt 9,14-17

… si versa vino nuovo in otri nuovi,
e così l'uno e gli altri si conservano.

 

Mt 6,19-21

Perché là dov'è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore.

 

Gv 13,34-35

Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri;
come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli,
se avrete amore gli uni per gli altri.

 

Fil 1,9-11

… prego che la vostra carità si arricchisca sempre più
in conoscenza e in ogni genere di discernimento.

 

Rm 12,2

Non conformatevi alla mentalità di questo secolo,
ma trasformatevi rinnovando la vostra mente,
per poter discernere la volontà di Dio,
ciò che è buono, a lui gradito e perfetto.

 

Rm 8,14

Tutti quelli infatti che sono guidati dallo Spirito di Dio,
costoro sono figli di Dio.

 

Mt 6,33

Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia,
e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.

 

Lc 6,38

Date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante
vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate,
sarà misurato a voi in cambio.

 

 

 

ALTRI TESTI

 

 

Ignazio di loyola

«Lettera a don Emmanuele Miona», Venezia 16.11.1536, in MI Epp I 111-113.

 

Da parte mia non vedo in questa vita altro mezzo per soddisfare in parte al mio debito che farle fare per un mese gli Esercizi spirituali sotto la guida di chi le ho indicato… La prego, dunque, per il servizio di Dio N.S., di scrivermi se li ha sperimentati e gustati. Se no, per il suo amore e la morte acerbissima che egli patì per noi, la prego di mettercisi. Qualora dovesse pentirsene, oltre la pena che mi vorrà infliggere e che io accetto, mi tenga pure per uno che si burla delle persone spirituali, cui devo tutto… Gli Esercizi sono tutto il meglio che io in questa vita possa pensare, sentire e comprendere sia per il progresso personale di un uomo sia per il frutto, l’aiuto e il profitto rispetto a molti altri. Se lei non ne sentisse la necessità per se stesso, ne potrebbe vedere l’inestimabile e incalcolabile profitto per gli altri.

 

 

CHIARA LUBICH

«Diario 1964-65», Città Nuova, Roma,1985, pp. 62-63.

 

Da s. Ignazio ho appreso cose meravigliose. I suoi Esercizi spirituali sono un vero metodo, ispirato da Dio, per chiamare a raccolta tutte le facoltà dell’anima e far prendere per ora e per il futuro delle decisioni serie, adatte anche alle anime più delicate, onde siano al servizio di Dio e si pongano in condizioni favorevoli allo sviluppo d’una solida santità.

 

 

 

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