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Programma. 2
Impressioni 3
Dal 27 al 31 dicembre ad Altavilla
M. (PA) nella casa di preghiera “La Nuza” dei Padri Gesuiti ci siamo
ritrovati in 23 (14 laici, 5
religiose, 3 religiosi, 1 sacerdote) di vari carismi e realtà ecclesiali per
vivere tre giorni di esercizi spirituali.
Qualche giorno prima di iniziare gli esercizi ho
partecipato a Palermo ad un incontro del Movimento
dei Focolari, nel quale si mettevano in comunione varie esperienze. In modo
particolare mi ha interessato il congresso di NetOne che ha visto radunarsi a Castelgandolfo
circa 800 operatori, studenti, docenti e professionisti dei media, attorno ad
un titolo suggestivo “Il Silenzio
e la Parola. La Luce”.
Inoltre, nello stesso incontro, si è parlato del Familyfest, che si sarebbe
svolto il 16 aprile 2005 in tutto il mondo.
Mentre ascoltavo le interviste di alcuni di loro, sono rimasto
colpito dai collegamenti che trovavo con gli Esercizi spirituali. Tornato a casa, ho letto la conversazione di
Michele Zanzucchi a conclusione del congresso di
NetOne e ho deciso di proporre negli esercizi spirituali un itinerario che
prendesse spunto dalla dinamica del dialogo e della comunicazione che, in fondo, riguarda anche l’esperienza
della preghiera e dell’incontro con Dio. Infine, ho pensato di dedicare l’ultimo giorno degli esercizi
spirituali alla famiglia e far
conoscere il Familyfest.
Per me
questa esperienza di esercizi spirituali mi è stata di grande gioia e
consolazione. Mi sento incoraggiato a proseguire nel cammino di comunione e
di vita tra il carisma di s. Ignazio di Loyola e il carisma di Chiara Lubich.
Inizio
Ogni giorno erano previsti due incontri comuni, uno al mattino
(ore 9.00) e uno al pomeriggio (ore 16.00). Celebravamo la messa alle 18.45.
La recita di Lodi e Vespri era personale.
Nel primo incontro
commentavo la frase del Vangelo
scelta per quel giorno e da mettere in pratica in ogni momento, affinché
l’esperienza degli esercizi spirituali non fosse limitata alla sola preghiera
personale, ma coinvolgesse tutti gli aspetti della vita quotidiana. Poi
proponevo per i quattro tempi di preghiera personale i Tre modi di
pregare di s. Ignazio.
Nel
secondo incontro ascoltavamo delle esperienze. Il
primo giorno, attraverso la registrazione audio della conversazione “Maria
e il Rosario nel Movimento dei Focolari”, Chiara Lubich ci ha raccontato la
sua esperienza di Maria.
Il
secondo giorno ho invitato un padre cappuccino che
ci ha raccontato il suo rapporto con Gesù e il fratello.
Il
terzo giorno, è venuta a trovarci una coppia di animatori del Movimento Famiglie
Nuove, che ci hanno donato con tanta semplicità e concretezza la loro
esperienza di famiglia e che hanno poi invitato tutti al Familyfest.
Alla sera nel dopocena, dopo l’Esercizio del silenzio nella preghiera personale, gli
esercitanti si ritrovavano per circa 40 minuti in piccoli gruppi di 5 persone per esercitarsi con la parola
nella comunione con il fratello.
Martedì
28
Il Silenzio: Maria.
“Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose
meditandole nel suo cuore” (Lc 2,19).
Primo modo di pregare
Chiara
Lubich
Mercoledì
29
La Parola: Gesù in mezzo.
“E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in
mezzo a noi” (Gv 1,14).
Secondo modo di pregare
Un
religioso cappuccino
Giovedì
30
La Luce: la Famiglia.
“E i due saranno una sola carne” (Gn 1,24).
Terzo modo di pregare
Una famiglia
Inizio
In questi esercizi spirituali ho trovato maggiore consapevolezza
di me stessa. Il Verbo si è fatto carne, ed io mi sentivo trasparente, senza corpo.
Sono stati giorni faticosi, perché ritornare ad un
tempo passato, rievocando incontri e spazi corporei feriti, è stato molto
doloroso. Riviverlo con il corpo è stato molto efficace. Soprattutto guardare
che cosa e come sono, ha voluto dire “darmi un corpo”, prendere di nuovo il
mio corpo.
Credo che posso sintetizzare la
mia esperienza di esercizi spirituali nella gioia di fare Chiesa. “E i due
saranno una sola carne”: il Signore mi ha donato di leggere questo brano in
chiave d’incarnazione. Il Verbo ed io saremo una sola carne, la Chiesa e il Verbo una sola carne, realtà policroma ed eterogenea,
impastata da Dio nella nostra piccolezza. Il silenzio, che serbando tutto nel
suo cuore, diventa capace di accogliere Dio per farlo presente in mezzo a
noi, senza impoverire le nostre diversità, ma arricchendoci nella differenza
quando si fa comunione. Comunione del Verbo incarnato nell’esperienza della
Lubich, nel vissuto fraterno di un cappuccino e nella semplicità di
quotidiana di Franca e Salvatore… nel progetto d’immensità che il Signore mi
offre. Grazie!
Di questi esercizi spirituali sinceramente ho apprezzato,
con gusto, la metodologia: TRE Parole fondamentali della Scrittura che hanno guidato la mia mente con nitidezza. Le esperienze
“concrete” di vita sono state per me un grande conforto: ho percepito al di là delle parole la fatica e la bellezza dell’Amore
soprannaturale incarnato in una vita consacrata e in una dinamica di coppia.
Altrettanto luminosi sono stati gli incontri serali nei piccoli gruppi,
esperienze totalmente diverse che allargano gli orizzonti conoscitivi. Oggi,
per la vita che conduciamo nelle città, finiamo per essere troppo soli, e
abbiamo una sete infinita di comunione, anche se poi ci risulta difficile e
inconsciamente o lucidamente la evitiamo. Almeno io sento il bisogno, ovunque
sono, di silenzio e di comunione, voglio sperimentare se l’UTOPIA del Vangelo
è possibile e comunione con gli altri. Grazie di cuore.
Inizio
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