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Tutti uno in
Cristo Gesù Un corso di Esercizi
spirituali |
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Altre pagine Mese ignaziano Esercizi
2006. Mese ignaziano Il Silenzio e Tre giorni Il Regno di Dio In parrocchia |
PREMESSA
Dal 17 al 25 luglio 2002 a Sciacca (AG) ho dato otto giorni di esercizi spirituali a 12 suore della Compagnia di Maria Assunta, una piccola congregazione siciliana, fondata intorno al 1950 dal padre gesuita Girolamo M. Morreale. Il primo giorno ho sentito che doveva essere Gesù a dare gli Esercizi. Così ho cercato di ascoltare quanto Lui mi ispirava nella preghiera personale, seguendo il libretto di s. Ignazio e riferendomi alla spiritualità dell’unità o di comunione. |
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PROGRAMMAOgni giorno proponevo una Parola di vita per fare di tutti i momenti, e non solo dei tempi di preghiera, un unico e continuo esercizio spirituale. Poi per la preghiera personale commentavo il testo ignaziano, aggiungendo qualche testo biblico. Infine ho proposto di aggiungere, al colloquio personale quotidiano, un incontro di comunione d'anima, nel quale condividere il frutto della preghiera personale e qualche esperienza della parola. Primo giorno: Un check-up spirituale, psicologico, fisico…1° incontro Primo modo di pregare: “riposare lo spirito sedendo o
passeggiando, pensando a dove vado e a quale scopo” · dove vado, dove sto andando, dove voglio andare…: la direzione attuale della mia vita… · perché? cosa mi spinge, mi motiva…: la motivazione attuale della mia vita Preghiera personale (4 tempi di un’ora) + colloquio personale e
comunione d’anima in gruppo: due aiuti per amare Dio e il prossimo nel
presente di questi giorni (cfr. ES 40, 326b, 351). ·
esercizi spirituali: mi esercito nell’amore a
Dio e nell’amore al prossimo in tutta la gior- · mi esercito nel silenzio e nella parola davanti a Gesù Eucaristia (sacramento di Gesù) e davanti a Gesù nel fratello (sacramento di Gesù) · mi esercito nel raccoglimento e nella comunione davanti a Gesù Eucaristia (dialogo della preghiera) e davanti a Gesù nel fratello (dialogo della comunione) · mi esercito davanti a Gesù nel fratello in tutte le occasioni concrete (pasti, pulizie, ecc.) 2° incontro Primo modo di pregare – nota: “imitare nell’uso dei sensi Cristo…
Maria” · l’umanità di Cristo e l’umanità di Maria · valore positivo del corpo · Gesù salva parlando, ascoltando, guardando, mangiando, toccando… Secondo e terzo modo di pregare: mi metto in relazione con la persona: Padre, Gesù, Spirito, Maria, ecc. |
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Secondo giorno: Farci indifferentiParola di vita: “Tutto quanto volete che gli uomini
facciano a voi, anche voi fatelo a loro” (Mt 7,12) 1° incontro Principio e Fondamento: “non desiderando…” (Es 20; Dt 5)
“desiderando” (Mt 7,12; Rm 13,8-10) · che cosa ho desiderato? che cosa desidero?: un check-up dei miei desideri, delle mie relazioni, ecc. · “farci indifferenti” io e l’altro (noi) insieme: indifferenza è libertà-uguaglianza-fraternità · accogliere l’altro dentro di me: amare l’altro è amare me stesso perché è parte di me 2° incontro Principio e Fondamento · Dio è amore: Gn 2; Ct 1,2-2,7; Mt 6,25ss; 1Gv 4,7ss |
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Terzo giorno: Gesù misericordiaParola di vita: “Misericordia io voglio e non sacrificio” (Mt
9,13 e 12,7) 1° incontro 1a settimana: primo e secondo esercizio · i protagonisti: Dio, l’uomo, satana, il creato · il peccato mi rivela chi sono io in verità · nessun merito nell’amore di Dio per me · Gn 3; Salmi 36(35)-44(43) in modo particolare 38(37); Os 6,1-6 · “Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me” 2° incontro 1a settimana: terzo esercizio, ripetizione del primo e secondo |
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Quarto giorno: Tutti uno in Gesù nel seno-gloria del PadreIl desiderio di Dio, il progetto di Dio, la proposta di Dio. Parola di vita: “Che tutti siano uno!” (Gv 17,21) 1° incontro La contemplazione del Re eterno: “il Signore e davanti a lui l’universo mondo e ciascuno in particolare che chiama · la chiamata è “prima” rivolta a tutti e “poi” a ciascuno, la chiamata personale “dentro” quella universale, quella in funzione di questa · l’appartenenza a Gesù e alla Chiesa terreno originario e fondante di ogni vocazione particolare personale o comunitaria, di ogni carisma ·
il mio/nostro desiderio e il mio/nostro
progetto di vita sono espressione e partecipazio- · “agere contra” va inserito dentro questo contesto · non è scontato mettere tutto in gioco per rispondere a questa chiamata · solo un amore/desiderio grande possono muoverci verso questa direzione o a rinnovar-la quando non ne abbiamo motivi: in fondo l’amore si spiega da solo · povertà di spirito: in questo momento è vertice perché rispondere alla chiamata è fare dono al Signore del mio spirito, del mio desiderio, della mia progettualità, ecc. · povertà “apostolica”: quando i tuoi programmi, progetti Dio fa cadere perché non sono espressione del Suo progetto, perché tu devi finalmente lavorare solo per il Suo · Gv 17; 1Cor 15,20-28 2° incontro La contemplazione del Re eterno · l’unità è un dono, è una grazia che Dio chiede a Dio, quindi è sicura, c’è perché Gesù è morto e risorto · questo dono noi possiamo sperimentarlo se mettiamo le condizioni: credere e amare · Gal 3,23-28: “siete” · Col 1,13-20.3,1-17; Ef 1,3-14.4,1-17: la parte dogmatica e la parte parenetica insieme (contemplazione e comprensione del dono di grazia e del modo di corrispondere, vivere, metterlo in pratica) · l’unità è Dio tutto in tutti · la realtà è Gesù, è l’Uno: tutto parte dall’Uno e tutto ritorna all’Uno arricchito della nostra umanità-esperienza: come Gesù che è venuto sulla terra ed è ritornato in cielo con il suo corpo: nuova unità in Dio! · di fronte a questo dono di grazia io che faccio? che sento? ·
lo contemplo, lo comprendo (mi rendo conto di
chi mi chiama e cosa mi propone), ma è il cuore che decide, è l’amore che mi
muove! |
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Quinto giorno: Come Gesù realizza il suo desiderio di unità?Parola di vita: “E il Verbo si fece carne” (Gv 1,14a) 1° incontro 2a settimana: Incarnazione · l’Amore si fa carne, crescita, movimento, sviluppo 2a settimana: Visitazione · l’Amore si fa comunione, dono, aiuto, solidarietà · due donne condividono la grazia ricevuta ciascuna personalmente, raccontano l’una all’altra le meraviglie che Dio ha operato in loro, condividendo capiscono meglio la grazia ricevuta, e profetizzano Contemplazione · è entrare in relazione con le persone, non contemplare le mie idee sul mistero · chiedere “conoscenza interiore del Signore che per me si è fatto uomo, perché più lo ami e lo segua” significa fare della giornata di oggi un unico atto d’amore a Dio, affinché ci sia coerenza tra la grazia che chiediamo e la nostra vita di oggi · a chi infatti Dio dovrebbe dare questa grazia: alla persona che nella preghiera esprime tutto il suo amore a Lui, o a quella persona che negli altri momenti della giornata sembra dimenticare questo amore che Gli ha dichiarato? 2° incontro 2a settimana: Natività · l‘Amore si fa famiglia, affetto, sentimento, maternità, paternità, fecondità, verginità, sessualità, corpo, bellezza |
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Sesto giorno: Come Gesù vive l’unità? Come essere uno con lui?Le 4 comunioni con Gesù Eucaristia, con Gesù nel fratello, con Gesù “in mezzo” (e nell’apostolo-superiore), con Gesù-Parola. Parola di vita: “E venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1,14b) 1°-2° incontro (per favorire maggior frutto oggi un solo incontro per gli spunti di preghiera) 2a settimana: Presentazione al tempio · l’Amore si fa dolore, sacrificio, culto, rito, offerta, vittima (Gesù Eucaristia) 2a settimana: Fuga in Egitto · l’Amore si fa esiliato, straniero, storia (Gesù nel fratello) 2a settimana: Nazaret · l’Amore si fa vita quotidiana, relazione, educazione, comunità, società, città, politica, economia, arte, cultura (Gesù in mezzo e Gesù nel superiore) 2a settimana: Smarrimento e ritrovamento al tempio · l’Amore si fa identità, persona, parola, annuncio (Gesù Parola) |
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Settimo giorno: Gesù fa l’unità degli uomini con Dio e degli uomini tra loroGesù abbandonato Parola di vita: “Lo spirito è pronto ma la carne è debole” (Mc
14,38) 3a settimana: la Passione · l’Amore si fa dolore, buio, cieco, sordo, fallito, depresso, angosciato, abbandonato, ateo, peccato, morte: Mc 14,1ss · l’unzione con il nardo (Ct 1,12; 4,13-14), il bisogno di Gesù di essere accompagnato · Getsemani: “lo spirito è pronto ma la carne è debole” · crocifissione: “salva te stesso… gridò: Dio mio, Dio mio… dando un forte grido spirò” · sepoltura: il corpo viene pulito, profumi…. · la passione inizia con il profumo (nardo) e finisce con il profumo (sepoltura) e in mezzo l’odore del sangue… · come vivere il dolore? credere che è un volto di Gesù, un dono che Gesù ci fa per farci assomigliare di più a Lui · Gesù nel dolore: abita, assume e perfeziona il dolore; il dolore non è vuoto: è Gesù · dà agli uomini il suo spirito, il suo legame con il Padre. E per donarlo Gesù non lo sente più · abbandono reale per l’umanità di Gesù, abbandono irreale per il Verbo · credere
che Gesù, l’Amore, ha vinto la morte e amarlo: abbracciarlo così come si presenta,
con il volto sfigurato, dirgli di sì in fondo alla nostra anima: “A te mi
sono consacrata, te ho scelto”, offrire a Lui il nostro dolore… amarlo
sempre, subito, con gioia… e poi continuare ad amare, facendo quello che nel
momento presente dobbiamo fare, dimenticando il nostro dolore per abbracciare
quello del nostro fratello… e il dolore si trasformerà in amore, gioia, luce,
pace… |
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Ottavo giorno: La Pentecoste e la spiritualità di comunioneGesù risorto Parola di vita: “Voi siete corpo di Cristo” (1Cor 12,27) 4a settimana: la risurrezione di Gesù · l’Amore si fa risurrezione, vita eterna, anima, spirito santo: le apparizioni di Gesù nel vangelo di Giovanni · Maria di Magdala, Giovanni e Pietro: la tomba vuota, il corpo, “Non mi trattenere (Ct 3,4)… fratelli…”, la chiesa testimone · Gesù in mezzo alla chiesa: pace-mandato-spirito-peccati, Tommaso, il corpo, “Beati quelli che pur non avendo visto crederanno” · il lago: la chiesa in movimento nella storia: At 2,22 e 4,32 · cosa chiede Gesù alla chiesa oggi: NMI: Trinità nel fratello, il fratello mi appartiene perché siamo parte dell’unico Corpo mistico, il fratello è un dono per me, fare spazio al fratello dentro di me · “Beati i poveri in spirito”: comunione d’anima, dare lo spirito gli uni gli altri, comunione di beni spirituali e materiali, è più facile dare le cose e il proprio corpo, ma ciò che ci chiede Gesù e ci fa un cuore solo e un’anima sola” (il corpo di Cristo) è la comunione dei beni spirituali · strumenti di comunione… |
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IMPRESSIONI
Sono stata contenta di rifare, dopo tanti anni, gli Esercizi, seguendo passo passo s. Ignazio... Mi è molto piaciuta l’impostazione generale orientata all’«ut unum sint» e alla spiritualità di comunione e ho notato come p. Paolo abbia saputo fare sintesi tra la spiritualità ignaziana e la spiritualità dell’unità. Questo mi ha incoraggiata a riprendere le fila di un discorso cominciato tempo fa nella mia vita spirituale e poi quasi interrotto. Grazie. È sempre difficile per me dare un parere su un corso di esercizi. Questa volta sento di poterlo fare solo a partire da quello che ho vissuto. Quello che mi è accaduto fa di questo corso una tappa significativa della mia storia;: sento che il Signore ha parlato a compimento di qualcosa, ha posto l’ultimo tassello, quello mancante, ad un’opera comunicata a ricostruire con il mese [di esercizi spirituali]. Forse il mio mese è stato completato ora: durato ben 350 giorni e non 30 e… “dato” solo da Lui! Sono convinta che queste cose accadono quando l’altro si fa puro vuoto attraverso cui passa la luce; trasparenza purissima di Lui che solo parla, illumina, guida, conduce… Sento che questa è la cosa più importante che posso dirti circa il tuo “modo” di dare esercizi. C’è poi l’accostamento ad Ignazio, percepito “vivo” nel suo testo non stancamente ripetuto, ma “aperto” dall’interno e reso parlante qui e ora, frutto di una sintesi interiore, certamente donata ma anche accolta, coltivata e profondamente vissuta. E infine… la comunione d’anima serale, momento all’inizio temuto, ma alla fine quasi atteso. Si è trattato di un esercizio forte di povertà per parlare, ma soprattutto per ascoltare e spostare la mia esperienza per accogliere quella dell’altra facendo tacere tutti i meccanismi di valutazione e giudizio. Sono contenta e grata al Signore. Molto, rev. Padre, Le sono molto grata per la scelta e l’impostazione delle meditazioni degli Esercizi di S. Ignazio. In verità mi hanno aiutato molto a meditare e contemplare. Pertanto mi aspetto buoni frutti oltre a quelli già ricevuti dal buon Dio. In questo corso di esercizi, per suo invito, a conclusione delle giornate, abbiamo fatto la condivisione, dono scambievole tra i membri della Compagnia, grazie! Infatti superata qualche piccola difficoltà, abbiamo fatto condivisione pur di crescere nell’amore scambievole. Ancora grazie per la scelta delle meditazioni; non so se è vero, ma ho avuto l’impressione che abbia lavorato non poco per adeguarsi alla nostra formazione, età, lingua, cultura pur di ottenere buoni frutti. Ma per concludere è certo che Dio, il suo Spirito, la Parola e la Madonna Assunta abbiamo guidato gli Esercizi. Perciò il primo grazie va alla SS. Trinità e all’Assunta. Con molta stima la ringrazio e le auguro ogni bene. Mi raccomando alle sue preghiere. Ho trovato chiare, profonde le indicazioni di preghiera ed anche un po’ lunghe. Mi è piaciuto molto la proposta della spiritualità di comunione, costante durante gli otto giorni, assai utile per seguire piste nuove nella nostra comunità, all’insegna della condivisione di ciò che il Signore ci dona per conoscerci meglio e amarci di più, per far tesoro di ciò che il Signore ci dona l’un l’altro. Pertanto le suggerirei di portare avanti la spiritualità di comunione. Grazie per tutto e buon apostolato. Carissimo p. Paolo, grazie di cuore per questi Esercizi, penso che sono proprio quelli che ci volevano per me, li sento come uno starter. Gli otto giorni sono passati, ora inizia l’esercizio e mi sembra che ci siano le condizioni buone. Spero di far tesoro dei suggerimenti che ci ha dato e che mi ha dato: sia per la vita di comunità, sia anche per la vita dell’unità. Había una vez
un pequeño niño que quería conocer a Dios. El sabia que seria un largo viaje
para llegar a donde vivía Dios, entonces empacó su pequeña maleta con
panecillos y una caja de jugos y emprendió su partida. Cuando ya había
recorrido tres cuadras, conoció una viejecita; ella estaba sentada en el
parque observando algunas palomas. El niño se sentó junto a ella y abrió su
maletín. Estaba a punto de tomarse su jugo cuando notó que la viejecita se
veía hambrienta, entonces le ofreció un panecillo. Ella agradeció, lo aceptó
y le sonrió. Su sonrisa era tan hermosa, que el nilón quiso verla de nuevo,
entonces le ofreció su jugo. De nuevo ella le había sonreído. El niño estaba
encantado y se quedaron sentados toda la tarde comiendo y sonriendo, pero
nunca se dijeron una sola palabra. Tan pronto como empezó a oscurecer, el
niño estaba cansado y se levantó para irse. Se dio la vuelta, corrió hacia la
viejecita y le dio un abrazo. Ella respondió con una hermosa sonrisa, como
nunca antes había sonreído. Cuando el niño abrió la puerta de su casa, su
madre estaba sorprendida de la felicidad que traía y le preguntó ¿ qué
hiciste el día de hoy que te ha hecho tan feliz? El le contestó: He comido
con Dios. ¿ Y sabes qué? Ella tiene la sonrisa más bella que he visto.
Mientras tanto la viejecita, también radiante de felicidad regresó a su casa.
Su hijo estaba asombrado por la paz que mostraba en su rostro y preguntó:
Madre ¿ que hiciste el día de hoy que te ha hecho tan feliz? Ella contestó:
Yo comí panecillos en el parque con Dio, ¿ y sabes?, es más joven de lo que
esperaba. Tener un corazón abierto para El Amor. |
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Raggi |
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