|
Home | Esercizi spirituali | Arte | Esperienze | Saggi | Link |
|
Testamento del padre
generale Lorenzo Ricci I pensieri della mente e
gli affetti del cuore umano |
|||
|
|
|
||
|
La
soppressione • Testamento ALTRE PAGINE Il
corpo della La «gratia Cercare
The
deliberation Oblazione
|
|
Celestino Testore, |
|
|
L’incertezza
del tempo in cui a Dio piaccia chiamarmi a sé, e la certezza che un tal tempo
sia vicino, attesa l’età avanzata, e la moltitudine, la lunga durata, e la
gravita di travagli troppo superiori alla mia debolezza mi avvertono di
adempire preventivamente i miei doveri, potendo facilmente accadere, che la
qualità dell’ultima malattia mi impedisca d’adempirli in articolo di morte. Pertanto, considerandomi sul punto
di presentarmi al tribunale dell’infallibile emerita e giustizia, qual è il
solo tribunale divino, dopo lunga e matura considerazione e dopo aver pregato
umilmente il mio misericordioso Redentore e terribile giudice a non
permettere che io mi lasci condurre da passione specialmente in una delle
ultime azioni della mia vita, non per veruna amarezza d’animo, né per verun
altro affetto o fine vizioso, ma solo perché giudico essere mio dovere di
rendere giustizia alla verità e alla innocenza, faccio le due seguenti
dichiarazioni e proteste. 1°
Dichiaro e protesto che l’estinta Compagnia di Gesù non ha dato motivo alcuno
alla sua soppressione. Lo dichiaro e protesto con quella certezza che può
moralmente aversi da un superiore bene informato della sua religione. 2°
Dichiaro e protesto che io non ho dato motivo alcuno neppure leggierissimo
alla mia carcerazione. Lo dichiaro e protesto con quella somma certezza ed
evidenza, che ha ciascheduno delle proprie azioni. Faccio questa seconda
protesta solo perché necessaria alla riputazione della estinta Compagnia di
Gesù, della quale io ero Preposito Generale. Non
intendo peraltro che in vigore di queste mie proteste possa giudicarsi
colpevole avanti a Dio veruno di quelli, che hanno recato danno alla
Compagnia di Gesù ed a me; siccome io mi astengo da somigliante giudizio. I
pensieri della mente e gli affetti del cuore umano son noti a Dio solo. Esso
solo vede gli errori dell’intelletto umano e discerne se siano tali che
scusino da colpa: solo Esso penetra i fini che muovono ad operare, lo spirito
con cui si opera, gli affetti e i movimenti del cuore co’ quali si accompagna
l’operazione e poiché da questi dipende l’innocenza o la reità dell’azione
esterna, perciò ne lascio tutto il giudizio a lui, che interrogabit opera
et cogitationes scrutabitur. Sap. 6, v. 4. E
per soddisfare al dovere cristiano, protesto di avere sempre Col divino aiuto
perdonato e di perdonare sinceramente a tutti quelli, che mi hanno
travagliato e danneggiato, prima cogli aggravi fatti alla Compagnia di Gesù,
poi colla estinzione della medesima e circostanze che accompagnarono
l’estinzione, e finalmente colla mia prigionia e colle durezze che vi sono
state aggiunte, e col pregiudizio annessa della riputazione: fatti che sono
pubblici e notori in tutto il mondo. Prego
il Signore di perdonare prima a me per sua mera pietà e misericordia e per i
meriti di Gesù Cristo i miei moltissimi peccati; e poi di perdonare gli
autori e cooperatori de’ sopraddetti mali e danni: e intendo di morire con
questo sentimento e preghiera in cuore. Finalmente
prego e scongiuro chiunque vedrà queste mie dichiarazioni e proteste di
renderle pubbliche a tutto il mondo per quanto potrà; prego e scongiuro per
tutti i titoli di umanità, di giustizia, di carità cristiana, che possono a
ciascuno persuadere l’adempimento di questo mio desiderio e volontà. Lorenzo Ricci manu propria. |
|||
|
Questa opera è distribuita
con licenza
Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0
Unported |
|||