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by Paolo Monaco sj

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Compagnia
di Gesù

Testamento del padre generale Lorenzo Ricci
prima della sua morte a Castel Sant’Angelo
il 24 novembre 1775

I pensieri della mente e gli affetti del cuore umano
son noti a Dio solo

 

 

 

 

pdficona

 

 

 

 

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lorenzoricci

Celestino Testore,
«S. Giuseppe Pignatelli sj (1737-1811)»,
Curia Generalizia della Compagnia di Gesù,
Roma 1954,
pp. 113-114

 

 

 

 

L’incertezza del tempo in cui a Dio piaccia chiamarmi a sé, e la certezza che un tal tempo sia vicino, attesa l’età avanzata, e la moltitudine, la lunga durata, e la gravita di travagli troppo superiori alla mia debolezza mi avvertono di adempire preventivamente i miei doveri, potendo facilmente accadere, che la qualità dell’ultima malattia mi impedisca d’adempirli in articolo di morte.

 

Pertanto, considerandomi sul punto di presentarmi al tribunale dell’infallibile emerita e giustizia, qual è il solo tribunale divino, dopo lunga e matura considerazione e dopo aver pregato umilmente il mio misericordioso Redentore e terribile giudice a non permettere che io mi lasci condurre da passione specialmente in una delle ultime azioni della mia vita, non per veruna amarezza d’animo, né per verun altro affetto o fine vizioso, ma solo perché giudico essere mio dovere di rendere giustizia alla verità e alla innocenza, faccio le due seguenti dichiarazioni e proteste.

 

1° Dichiaro e protesto che l’estinta Compagnia di Gesù non ha dato motivo alcuno alla sua soppressione. Lo dichiaro e protesto con quella certezza che può moralmente aversi da un superiore bene informato della sua religione.

 

2° Dichiaro e protesto che io non ho dato motivo alcuno neppure leggierissimo alla mia carcerazione. Lo dichiaro e protesto con quella somma certezza ed evidenza, che ha ciascheduno delle proprie azioni. Faccio questa seconda protesta solo perché necessaria alla riputazione della estinta Compagnia di Gesù, della quale io ero Preposito Generale.

 

Non intendo peraltro che in vigore di queste mie proteste possa giudicarsi colpevole avanti a Dio veruno di quelli, che hanno recato danno alla Compagnia di Gesù ed a me; siccome io mi astengo da somigliante giudizio. I pensieri della mente e gli affetti del cuore umano son noti a Dio solo. Esso solo vede gli errori dell’intelletto umano e discerne se siano tali che scusino da colpa: solo Esso penetra i fini che muovono ad operare, lo spirito con cui si opera, gli affetti e i movimenti del cuore co’ quali si accompagna l’operazione e poiché da questi dipende l’innocenza o la reità dell’azione esterna, perciò ne lascio tutto il giudizio a lui, che interrogabit opera et cogitationes scrutabitur. Sap. 6, v. 4.

 

E per soddisfare al dovere cristiano, protesto di avere sempre Col divino aiuto perdonato e di perdonare sinceramente a tutti quelli, che mi hanno travagliato e danneggiato, prima cogli aggravi fatti alla Compagnia di Gesù, poi colla estinzione della medesima e circostanze che accompagnarono l’estinzione, e finalmente colla mia prigionia e colle durezze che vi sono state aggiunte, e col pregiudizio annessa della riputazione: fatti che sono pubblici e notori in tutto il mondo.

 

Prego il Signore di perdonare prima a me per sua mera pietà e misericordia e per i meriti di Gesù Cristo i miei moltissimi peccati; e poi di perdonare gli autori e cooperatori de’ sopraddetti mali e danni: e intendo di morire con questo sentimento e preghiera in cuore.

 

Finalmente prego e scongiuro chiunque vedrà queste mie dichiarazioni e proteste di renderle pubbliche a tutto il mondo per quanto potrà; prego e scongiuro per tutti i titoli di umanità, di giustizia, di carità cristiana, che possono a ciascuno persuadere l’adempimento di questo mio desiderio e volontà.

 

Lorenzo Ricci manu propria.

 

 

 

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