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by Paolo Monaco sj

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Saggi >
Ignaziana

Sentire in sé la volontà del Padre

L’esperienza spirituale in s. Ignazio di Loyola

 

 

 

 

Manresa:
gli scrupoli
1

Il Cardoner,
“Paradiso”

di Ignazio.
2

Loyola. 3

Dopo
Manresa.
3

La Storta
e Roma
. 4

Un vertice
per tutti
5

Gli Esercizi
spirituali

e l’unità.
6

Contemplare
la Luce.
7

Una relazione
sensibile.
8

Essere Luce. 9

 

 

Articolo
pubblicato
su Unità
e Carismi

1 (2007)
35-41.

 

Per conoscere l’esperienza spirituale di Ignazio di Loyola, è necessario ripercorrere le tappe più significative della sua storia. A partire dal vertice: “Et ogni volta et hora che voleva trovare Dio, lo trovava[1].

 

Considerate da questo punto di vista, le “visioni” sono i punti-luce attraverso i quali Ignazio stesso, alla fine della sua vita, riconosce tutto il disegno divino della sua vita.

 

Manresa: gli scrupoli

 

Momento centrale del cammino di Ignazio è Manresa, dove egli fa un’esperienza straordinaria di Dio, potremmo dire, il suo “Paradiso”. In un primo tempo, però, Ignazio viene sottoposto ad un periodo di purificazione, durante il quale “gli accadeva molte volte di vere in aria, in pieno giorno, vicino a sé, una cosa che gli dava molta consolazione, perché era molto bella, estremamente bella. Non riusciva a comprendere bene che genere di cosa fosse, ma gli pareva che in qualche modo avesse forma di serpente e avesse con molte cose che brillavano come occhi, ma non lo erano”.

 

Le conseguenze di questa visione sono molteplici. È sottoposto alla tentazione di riprendere la vita di prima, mentre sperimenta “grandi cambiamenti nella sua anima” che lo fanno passare repentinamente dall’aridità, tristezza e desolazione alla consolazione. È “molto tormentato da scrupoli”, derivanti dalla memoria dei peccati commessi nella vita passata, già confessati, e che diventano sempre più sottili e angoscianti. Invoca l’aiuto del Signore e “cominciò a gridare verso Dio ad alta voce. Pensa “di gettarsi da una grande buco che c’era in quella camera, proprio vicino al punto dove faceva orazione”, ma vince questa idea per non offendere Dio.

 

Fa un grande digiuno che lo porta allo stremo delle forze e che abbandona per obbedire al comando del confessore, rimanendo per due giorni libero dagli scrupoli. Il terzo, dopo un ultimo ritorno degli scrupoli, è liberato “come da un sogno”. Infine, in base all’esperienza fatta, prende la decisione di “non confessare più nessuna cosa passata; da quel giorno in poi, rimase libero da quegli scrupoli, ritenendo come cosa certa che Nostro Signore lo aveva voluto liberare per sua misericordia”.

 

Terminato questo primo periodo Dio insegna ad Ignazio, come ad un bambino, i misteri della fede attraverso alcune visioni intellettuali: della Trinità “sotto forma di tre tasti”; di come Dio aveva creato il mondo: “una cosa bianca, dalla quale uscivano raggi e con la quale Dio faceva luce”; della presenza di Gesù Cristo nostro Signore nel Santissimo Sacramento: “come dei raggi bianchi che scendevano dall’alto”; dell’umanità di Cristo “come un corpo bianco non molto grande né molto piccolo, senza, però, vedere distinzione alcuna di membra”, e di Maria “allo stesso modo, senza distinzione di membra”.

 

Ignazio stesso ci dice il significato che ebbero queste visioni nella sua vita: “queste cose, che egli ha visto, lo confermarono e gli diedero poi per sempre tanta fermezza nella fede da pensare molte volte tra sé che, anche se non ci fosse la Scrittura a insegnarci queste cose della fede, egli si deciderebbe a morire per esse soltanto in forza di quello che egli ha visto [2].

 

Manresa:
gli scrupoli
1

Il Cardoner,
“Paradiso”

di Ignazio.
2

Loyola. 3

Dopo
Manresa.
3

La Storta
e Roma
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Gli Esercizi
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Contemplare
la Luce.
7

Una relazione
sensibile.
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Essere Luce. 9

Inizio

 

Il Cardoner, “Paradiso” di Ignazio

 

Infine, sulla riva del fiume Cardoner, Ignazio sperimenta la “grande luce”, alla quale lungo il corso della sua vita farà più volte riferimento per comprendere e seguire lo svolgersi del disegno di Dio su di lui: “si sedette un poco con la faccia rivolta al torrente che scorreva in basso. Mentre stava lì seduto, cominciarono ad aprirglisi gli occhi della mente: non è che avesse una visione, ma capì e conobbe molte cose, sia delle cose spirituali che delle cose concernenti la fede e le lettere, e questo con un’illuminazione così grande che tutte le cose gli apparivano come nuove. Non si possono descrivere tutti i particolari che allora egli comprese, sebbene essi fossero molti, ma si può solo dire che ricevette una grande luce nell'intelletto. [E questo di restare con l'intelletto illuminato si verificò in maniera così forte, che gli pareva di essere come un altro uomo e di avere un altro intelletto, diverso da quello che aveva prima.].

 

Anche di questa visione Ignazio ci offre il suo commento, rivelandoci che “in tutto il corso della sua vita, fino ai sessantadue anni compiuti, mettendo insieme tutti e quanti gli aiuti ricevuti da Dio, e tutte e quante le cose che aveva appreso, anche riunite tutte insieme, non gli sembrava di aver imparato tanto come in quella sola volta”.

 

Subito dopo ha di nuovo la visione del serpente che ora, a confronto con la “grande luce”, riconosce come il demonio: “andò ad inginocchiarsi ai piedi di una croce, che si trovava lì vicino, per ringraziare Dio. Lì gli apparve quella visione che molte volte gli era apparsa, e che mai era riuscito a comprendere, cioè quella cosa di cui già sopra si è parlato e che gli sembrava molto bella, con molti occhi. Ma ora, stando davanti alla croce, vide bene che quella cosa così bella non aveva più il colore di prima, ed ebbe una chiarissima conoscenza, accompagnata da un grande assenso della volontà, che quello era il demonio[3].

 

Manresa:
gli scrupoli
1

Il Cardoner,
“Paradiso”

di Ignazio.
2

Loyola. 3

Dopo
Manresa.
3

La Storta
e Roma
. 4

Un vertice
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Essere Luce. 9

Inizio

 

Loyola

 

L’esperienza di Manresa era stata preparata. Innanzitutto a Loyola, dove Ignazio era ritornato dopo la grave ferita alle gambe sofferta nella battaglia di Pamplona del 1521. Durante la convalescenza, una notte Ignazio vede Maria con il bambino Gesù: “Ormai i pensieri di prima stavano scomparendo, grazie ai santi desideri che aveva e che gli furono confermati da una visione in questo modo. Una notte, mentre era ancora sveglio, vide chiaramente un’immagine di Nostra Signora con il santo Bambino Gesù. A tale vista, durata un notevole spazio di tempo, ricevette una consolazione molto intensa e rimase con tale schifo di tutta la sua vita passata, specialmente delle cose carnali, da sembrargli che fossero scomparse dall’anima tutte le immaginazioni che vi teneva prima impresse e vivamente raffigurate.

 

Il frutto di questa visione: da quel momento fino all’agosto 1553 in cui si scrive questo, non diede mai neppure il più piccolo consenso alle sollecitazioni della carne; e proprio da questo effetto si può giudicare che la cosa veniva da Dio, anche se egli non osava sentenziarlo con tutta certezza e non diceva nulla di più che affermare quanto detto sopra. Però, sia il fratello che tutte le altre persone di casa capirono dal comportamento esterno il cambiamento che si era prodotto nella sua anima interiormente[4].

 

Manresa:
gli scrupoli
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Il Cardoner,
“Paradiso”

di Ignazio.
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Loyola. 3

Dopo
Manresa.
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Inizio

 

Dopo Manresa

 

Il cammino di Ignazio, dopo il “Paradiso di Manresa”, continua. Innanzitutto attraverso la visione di Cristo che lo accompagna nel suo viaggio a Gerusalemme e fino agli inizi degli studi: “Mentre si trovava lì [Padova], gli apparve Cristo nel modo in cui di solito gli appariva, come abbiamo detto sopra, e lo confortò molto (…) molte volte gli appariva nostro Signore, che gli infondeva molta consolazione e forza. Gli sembrava di vedere una cosa rotonda e grande, come se fosse d’oro; e gli si rappresentava questo dopo che, partiti da Cipro, giunsero a Giaffa (…) Mentre percorreva quelle strade [di Gerusalemme], trattenuto in quel modo dal cristiano della cintura, ricevette grande consolazione da nostro Signore: gli sembrava di vedere continuamente Cristo sopra di sé”.

 

Durante gli studi, che Ignazio farà prima in Spagna (Alcalà e Salamanca) e poi a Parigi, le visioni intellettuali si interrompono. Un momento particolare di questo periodo avviene a Rouen, dove Ignazio ebbe “una grande consolatione et sforzo spirituale con tanta allegrezza, che cominciò a gridare per quei campi et parlar’ con Dio”.

 

Come appare da questa descrizione, non si tratta propriamente di una visione come le altre. Di fatto, però, questa grande consolazione rappresenta un passaggio decisivo. Attraverso di essa, infatti, Dio spinge Ignazio a lasciare i “suoi” compagni per disporsi a ricevere i compagni “di Gesù”. Ritornato a Parigi, infatti, Ignazio decide di non parlare più delle cose di Dio, ma di dedicarsi solo allo studio. Ed è proprio in questo tempo che egli “conversava con Mro. Pietro Fabro et con Mro. Francesco Xavier, li quali poi guadagnò a servizio di Dio per mezzo degli Exercitii”.

 

Terminato il periodo di studi, in occasione dell’ordinazione sacerdotale e mentre attende, insieme con i primi “compagni di Gesù”, di imbarcarsi per Gerusalemme le visioni intellettuali ritornano: “In quel tempo che fu a Vicenza hebbe molte visioni spirituali, et molte quasi ordinarie consolationi; et per il contrario quando fu in Parigi; massime quando si cominciò a preparare per essere sacerdote in Venetia, et quando si preparava per dire la messa, per tutti quelli viaggi hebbe grandi visitationi spirituali, di quelle che soleva havere stando in Manressa[5].

 

Manresa:
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Gli Esercizi
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Contemplare
la Luce.
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Essere Luce. 9

Inizio

 

La Storta e Roma

 

Un’altra tappa fondamentale è la visione avvenuta nella frazione de La Storta, alle porte di Roma. Non essendo partiti per Gerusalemme, Ignazio e i primi compagni di Gesù scendono a Roma per adempiere la seconda parte del voto di Montmartre: offrirsi al Papa, Vicario di Cristo, per essere inviati in qualsiasi parte del mondo. Ignazio, che “in questo viaggio fu molto specialmente visitato da Dio”, da parte sua, aveva deciso “dipoi che fosse sacerdote, di stare un anno senza dire messa, preparandosi et pregando la Madonna lo volesse mettere col suo figliolo”.

 

Arrivato in prossimità della cappellina de La Storta, Ignazio “facendo oratione, ha sentito tal mutatione nell’anima sua, et ha visto tanto chiaramente che Iddio Padre lo metteva con Cristo, suo figliuolo, che non gli basterebbe l’animo di dubitare di questo, senonché Iddio Padre lo metteva col suo figliuolo[6].

 

A Lainez, uno dei tre compagni con i quali fece quel viaggio, l’altro era Fabro, Ignazio disse che gli parve di “vedere Cristo caricato della croce e, accanto a Lui, il Padre che gli diceva: Voglio che tu prenda costui come tuo servitore. Gesù allora lo prendeva dicendo: Voglio che tu ci serva. Perciò, essendogli venuta una grande devozione per questo nome santissimo, volle che la congregazione si chiamasse Compagnia di Gesù[7].

 

Nadal, che Ignazio inviava personalmente nelle comunità dei gesuiti per raccontare come era nata la Compagnia di Gesù, testimonia che quando gli apparve Cristo con la croce… e il Padre gli disse: Vi sarò propizio a Roma, faceva capire chiaramente che Dio ci sceglieva come compagni di Gesù[8].

 

Alla luce di queste tre testimonianze, la visione si rivela innanzitutto come risposta alla preghiera di Ignazio di “essere messo con il Figlio”. Questa risposta però coinvolge non solo Ignazio, “voglio che tu ci serva”, ma anche tutto il gruppo dei compagni, “ci sceglieva”. Il Padre quindi mette “con Gesù” Ignazio e tutti gli altri compagni, eleggendoli e confermandoli tutti insieme come “compagni di Gesù”.

 

E siamo di nuovo a Roma, dove Ignazio toglie per un attimo il velo della sua esperienza spirituale e ci dice che “Et che anche adesso havea molte volte visioni, maxime quelle, delle quali di sopra si è detto, di veder Cristo come sole. Et questo gli accadeva spesso andando parlando di cose di importanza, et quello gli faceva venire in confirmatione (…) Quando diceva messa, haveva anche molte visioni; et che quando faceva le constitutioni le haveva anche molto spesso (…) erano visioni, che lui vedeva in confirmatione di alcuna delle constitutioni, et vedendo alle volte Dio Padre, alle volte tutte le tre persone della Trinità, alle volte la Madonna che intercedeva, alle volte che confirmava[9].

 

Manresa:
gli scrupoli